IL "PRODUTTORE ALL'ITALIANA"

July 12, 2019

La fama dell'Italia nel mondo la si deve al cibo, all'arte (non contemporanea), alla moda, al clima, al modus vivendi rilassato, all'allegria, al calore, alla furbizia che si crede intelligenza, all'infantilità dei maschi, alla follia pseudo sexi delle femminucce, alla totale mancanza di cultura, al parlare chiassoso, al non saper lavorare in team, alla mamma, al Papa, etc etc etc...
È il nostro mondo "all'italiana" di cui ci vantiamo tanto ma di cui il resto del mondo spesso ride.

Come nei diversi campi sopra elencati, anche in quello della musica gli italiani si distinguono per "originalità" in tutto il mondo. Tra le innumerevoli sfaccettature dell'industria musicale ce n'è una che riguarda una figura che nel nostro paese è ancora misteriosa e suscita meraviglia nei giovani aspiranti musicisti/artisti che si vogliono cimentare in quel mondo. Questa è la figura del "produttore".

Mentre all'estero, in un ambiente all'avanguardia in ogni genere musicale dalla trap alla sinfonica, il ruolo del produttore è sempre stato chiarissimo fin dall'inizio, qui da noi non è purtroppo la stessa cosa.

Se mi presento ad una band o un artista singolo come produttore, subito noto i suoi occhi scintillare e un rivoletto di bava venir fuori dal lato delle sue labbra perchè per il musicista italiano il produttore è colui che "mette i soldi", ovvero colui che investe nel musicista permettendogli di registrare un tot di brani gratuitamente e portare poi i brani all'ascolto di qualche famigerata etichetta discografica. Il "produttore all'italiana" assomiglia al vecchio concetto di impresario, ma anche in questo senso il moderno impresario è in pratica la booking agency che si è evoluta in modo esponenziale. Direi che forse il concetto che si avvicina di più al nostro "produttore all'italiana" è quello descritto quarant'anni fa da Edoardo Bennato nella sua canzone "Il gatto e la volpe", nella quale incidentalmente anche lui usa il termine "impresario".

È bene dunque fare chiarezza.

Il produttore artistico/musicale è perfettamente paragonabile al ruolo del regista nel cinema. È generalmente una persona che si è formata come fonico facendo gavetta ed esperienza in qualche studio di più o meno grande formato e che ha visto passare davanti a se un certo numero di artisti che venivano a loro volta registrati e prodotti da altri.

Cosa fa dunque un produttore? Fa quello che comanda e gestisce l'intero percorso della produzione musicale ad esempio di un album per una casa discografica o per un artista indipendente. Il produttore è colui che traduce in suoni registrati le idee dell'artista, tirando fuori dall'artista il suo "meglio". La differenza tra un fonico ed un produttore è che il fonico si limita a registrare mentre il produttore registra e decide come, quando e secondo quali criteri registrare un artista. È quello che sceglie i microfoni ed il loro posizionamento in sala. È quello che decide se la band deve registrare live o in overdub. È quello che discute con la band degli arrangiamenti dei brani e ne concorda gli strumenti da usare ed i suoni. È quello che suggerisce ad esempio al batterista l'uso di un rullante al posto di un altro e al chitarrista l'uso di una chitarra o un ampli invece che altri. È quello che decide come il cantante debba cantare per esprimere al meglio le sensazioni ed emozioni di testi e melodie. È chi costringe la band a scrivere contrappunti quando ce n'è la necessità. È chi in pratica ha la "visione" del prodotto finito e cerca di raggiungerla. Spesso i produttori alle prime armi fanno due errori fondamentali: sottovalutano o ignorano l'importanza degli aspetti psicologici nel rapporto con gli artisti e tendono ad avere una "visione" che sia la loro e non corrispondente a quella dell'artista.

Il ruolo del produttore è importantissimo ed è anche il motivo per cui il produttore viene pagato per il suo lavoro (non come immaginano gli italiani). Il suo apporto alla produzione è normalmente determinante per la riuscita di un album o meno.

Dunque, italiani, se l'Italia è conosciuta all'estero soltanto per motivi di ilarità, sarebbe il caso di evitare il trend anche nel campo musicale, trend che purtroppo contribuisce ad un mercato di musica di bassissimo livello e contenuto artistico.

Alla prossima...

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