Blues

January 29, 2017

Mentre ascolto in sottofondo un concerto del Joe Zawinul's Syndacate, butto giu' due righe di blog in una domenica mattina grigia. Forse e' proprio il tempo uggioso che mi invita a scrivere di blues. Si, perche' alla fine il blues e' la musica dell'indaco, il colore delle nuvole post tramonto dopo una giornata piovosa. Il colore dell'anima ferita. Tutto il blues racconta di cazzi amari, di guai personali, di dolore, che poi e' il motore di ogni crescita umana...secondo me, ma a quanto pare secondo un mare di artisti che stimo (e non solo io). Buddy Guy, in una intervista insieme a Keith Richards, dice: "Se credi di poterti risparmiare il dolore nella vita...continua a vivere", chiudendo con un sorriso sarcastico, accompagnato dalla favolosa risata di Richards. Si, credo anche io che questo sia proprio il punto. Ecco il motivo per il quale la musica ed i testi del blues arrivano all'animo umano come pugnalate, rispetto ai testi della tradizione jazz piu' patinata tipo Nat King Cole. Ed e' anche il motivo per cui sento il blues come mio a differenza del jazz che e' pieno di armonie "alterate", spesso troppo sdolcinate per i miei gusti, che rappresentano (anche attraverso i testi) realta' sociali edulcorate. Il blues, nella sua semplicita (apparente) del linguaggio, arriva dritto ai sensi. Muddy Waters, Howlin' Wolf, Robert Johnson, Lead Belly e compagnia bella hanno suonato e cantato il dolore. Eppure il blues non lo si percepisce come musica malinconica. Anzi, e' catartico perche' radicato nella tradizione gospel americana e intriso di fede religiosa. Ottimista nonostante la disperazione. Questo e' quello che a me arriva, alla fine. E questo e' il modo in cui mi piace suonarlo.
Il video in questione mi vede a suonare e cantare un blues che ho scritto nel 2016, buttato giu' di getto in "stream of consciousness" come mi capita normalmente di scrivere la mia musica. Armonicamente c'entra poco con la tradizione delle 12 battute, ma tant'e'...me ne fotto e scrivo quello che mi pare! E mi diverto, esorcizzando i miei cazzi personali...
Buon ascolto/visione...

 

English translation

 

As I listen to a Joe Zawinul's Syndacate concert in the background, I scribble down a few blog lines in this gloomy sunday morning. The weather is perhaps inviting me to write about blues. Yes, because at the end of the day blues is indigo music, the colour of clouds after a rainy day's sunset. The colour of a hurt soul. All blues music is about hard tijmes, personal shit, sorrow, which is the engine for human growth to me as well as plenty of respected artists. In an interview with Keith Richards, Buddy Guy says: "If you think you can spare yourself the pain...keep living then", as his face turns into a sarcastic grin, along Richard's majestic laughter. Yep, I believe this is the point too. That's why blues music and lyrics, unlike those of Nat King Cole's slick jazzy tradition, are like stabs in the soul. That's also the reason why I feel blues as mine compared to jazz with its "altered" way-too-sugary-for-my-taste harmonies and lyrics often depicting a "jolly-happy" untrue reality. In its apparent simplicity of language, blues gets right to our senses. Muddy Waters, Howlin' Wolf, Robert Johnson, Lead Belly and the lot, they sang about and played sorrow. Yet blues is not perceived as melancholic. It is cathartic instead, as it's rooted into the American gospel tradition, imbued with religious faith. Optimistic regardless desperation. This is what I get from it, ultimately and this is the frame of mind I like to play it in.
In the above video I play and sing a blues I wrote in 2016, tossed down in my usual "stream of consciousness" state I happen to be when I write my music. It's harmonically far from the 12 bars blues tradition but hey...I can't care less! And I do enjoy myself, exorcising my personal troubles.

Enjoy... 

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