About songs and lyrics: "Time to go home".

November 20, 2016

 

Italian translation below.

 

When I started writing music again in 2014, this was the first song I worked on. "Time to go home" is the first track of my debut album as a songwriter, and its roots go back at least four years, when I wrote a simple chord progression in 6/8 with a sketched theme (which I scrapped in the final version of the song) commissioned by a photographer as a possible soundtrack for an exibition that never actually happened. And so that idea just ended up withinin my extensive archive of unborn melodies and harmonies. In 2014 this was the first draft that I listened to because I remembered I liked it particularly. But four years after my mood had changed, and above all I wanted to sing a song instead of playing an instrumental tune. Meanwhile, I had in mind an idea of ​​chorus for the lyrics. The words "I'm standing here, cold as a stone, I'm standing here, time to go home" had been hanging in my head for some time. A few things had happened during the spring of 2014, which kindled some strange lights in my head. Things that had brought back some of my past, dating back to the time I was living in London. Feelings related to that very strong sense of frustration you have when for one reason or another you feel suddenly doomed in a prison that eventually you've built for yourself due to endless and repeated mental conditioning of which you are not responsible, yet nevertheless led you to think about life in a certain way that you believe is the "right" one. Bullshit obviously, in my opinion. Anyway, I wanted to sing what we get when we clearly feel we need to shake up our life in order to go back to what our instinct tells us we really are without any doubt. I want to sing my "time to go home", namely myself. The first time I experimented with English lyrics was back in 1990 when I wrote some for a song in my first band (Velvet). After that I never tried it again (let alone songs!!!). I clearly had a kind of awe for the language, even though I muster it without any problems, and therefore I turned to the English songwriter Paul Eveleigh, a dear friend of mine with whom I already happened to work in London. Paul wrote the rest of the lyrics and nailed my mood down perfectly, emphasizing every detail of my thoughts. The rest then goes without saying... Here I play the song in the simplest and roughest way, which is also the way I play it in my solo concerts. The lyrics follow below.

Enjoy...

 

TIME TO GO HOME
Music by Marco Schnabl
Lyrics by Paul Eveleigh & Marco Schnabl, 2014


Far too long I've been running scared,
Far too long I've been alone
Far too long I've been afraid to dare
Fear of the unknown

Judgement just a glance away
I see it in imagined eyes
Inner fear just won't let me be

Telling myself lies

I'm standing here
Cold as a stone
I'm standing here
Time to let go

Never knowing the reasons why
Get so lost don't seem to care
Frozen in this state of mind
Take a chance and dream to dare

I'm standing here
Cold as a stone
I'm hanging in
Just waiting for more
I'm stuck in here
Cold as this stone
I'm ready now
Time to go home

Too many years I've been holding back
Clouds conceal the sunny day
Wanting more but always holding back
Winds of change are on their way

Far too long I've been running scared
Far too long I've been alone
Far too long I've been afraid to dare
Time to go home

 

Traduzione in italiano.

 

Quando ho iniziato a scrivere di nuovo musica, nel 2014, questo e' stato il primo brano che ho tirato giu'. "Time to go home" e' il primo brano del mio album di debutto come cantautore e le sue radici risalgono ad almeno quattro anni prima, quando scrissi un semplice giro armonico in 6/8 con un tema abbozzato (che poi non e' stato mantenuto in questa versione del brano) su richiesta di un fotografo come eventuale colonna sonora per una exibition che poi non ando' piu' in porto. E cosi' quell'idea appena accennata fini' nel mio vasto archivio di melodie ed armonie ancora non nate. Nel 2014 questa fu la prima bozza che andai ad ascoltare poiche' ricordavo mi piacesse in modo particolare. Ma quattro anni dopo il mio animo era cambiato e soprattutto volevo cantare una canzone anziche' suonare uno strumentale. Nel frattempo avevo avevo in mente un'idea di chorus per il testo. La frase "I'm standing here, cold as a stone, I'm standing here, time to go home" continuava a girarmi in testa da tempo. Durante la primavera del 2014 mi erano successe alcune cose che avevano acceso delle strane lampadine nella mia testa. Cose che avevano riportato alla mente un certo mio passato risalente al tempo in cui vivevo a Londra. Sensazioni legate a quel fortissimo senso di frustrazione che ti prende quando per un motivo o per l'altro ti senti all'improvviso fottuto all'interno di una specie di prigione che alla fine ti sei costruito tu stesso a causa di infiniti e reiterati condizionamenti mentali di cui non sei responsabile ma che ti portano a pensare la vita in un certo modo che ti sembra quello "giusto". Alla fine questo modo "giusto" e' una gran puttanata, secondo me. Comunque, volevo cantare cio' che si prova quando si ha chiara la sensazione di dover dare una scrollata alla propria vita per "tornare" ad essere quello che il nostro istinto ci comunica che siamo senza alcun dubbio. Avevo voglia di cantare il mio "tornare a casa", ovvero a me stesso. La prima volta che mi sono cimentato con un testo in inglese e' stata quando scrissi nel lontano 1990 il testo di un brano per la mia prima band (i Velvet). Dopo di allora non ho mai piu' scritto testi (ne' tanto meno canzoni!!!). Indi avevo una specie di timore reverenziale per la lingua, che pur padroneggio senza problemi di sorta, e dunque mi sono rivolto al songwriter inglese Paul Eveleigh, mio carissimo amico con cui mi era gia' capitato di lavorare a Londra. Paul ha scritto il resto del testo ed ha interpretato esattamente il mio mood, sottolineando ogni dettaglio dei miei processi mentali. Il resto poi va da se'... Qui presento il brano nella sua veste piu' vera e scarna, che e' poi il modo in cui lo suono nei miei concerti in giro da solista.
Di seguito la traduzione del testo in Italiano.
Buon ascolto...

TIME TO GO HOME (È tempo di andare a casa)

Music by Marco Schnabl

Lyrics by Paul Eveleigh & Marco Schnabl, 2014

 

Per troppo tempo ho avuto paura

Per troppo tempo sono stato solo

Per troppo tempo ho avuto paura di osare

Terrorizzato dall'ignoto

 

Il giudizio degli altri sempre lì vicino

Lo vedo in occhi immaginari

La paura interiore non mi permette di esistere

Raccontandomi bugie

 

Sono qua in piedi

Freddo come una pietra

Sono fermo qua

È tempo di lasciarmi andare

 

Mai saputo il motivo

Per cui il perdermi non mi interessasse

Congelato in questo stato mentale

Cogli l'attimo e sogna di osare

 

Sto fermo qui

Freddo come una pietra

Fermo qui

Ad aspettare qualcosa

Bloccato

Freddo come una pietra

Ora sono pronto

È tempo di andare a casa

 

Per troppi anni mi sono trattenuto

E le nuvole hanno coperto il sole

Volevo di più e mi trattenevo

Ma l'aria sta cambiando

Per troppo tempo ho avuto paura

Per troppo tempo sono stato da solo

Per troppo tempo ho avuto paura di osare

Tempo di andare a casa...
 

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