GOOD VIBRATIONS, COL CULO SU UNA HARLEY (MY BUM ON A HARLEY)


Andare in moto è estremamente bello. Andarci da frustrati lo è un po' meno. Un po' come scopare sempre con la stessa moglie (o marito) sapendo perfettamente che scopare, appunto, è tutta un'altra cosa. Eppure questa nostra bella società italo-cattolica è talmente assuefatta alla frustrazione da considerarla quasi un valore aggiunto, una specie di vanto, nella tradizionale comune aspirazione alla figura di Gesù Cristo , ma non quella del rivoluzionario che inveisce contro i mercanti nel tempio bensì quella del vinto sanguinante sulla croce. Una bella premessa per una società felice.

Accade, a volte, che dopo una vita di frustrante "compressione", anziché implodere diventando morti che camminano (e camminano anche più o meno bene) si finisca per esplodere tirando fuori la propria vera personalità, a volte mostruosa (dal verbo mostrare, appunto) e si incominci a fare ciò che più ci aggrada, a cominciare dallo scopare con ritrovato piacere con altre (o altri) partner e, nei casi realmente sani, alla luce del sole e senza pudore o timore di essere giudicati dal dio di turno.

La frequentazione di una moto segue più o meno le dinamiche di cui sopra. Essendo diventato motociclista da più di un anno (cosa mi sono perso, e non per mia esclusiva responsabilità) ho potuto notare che nel mondo motociclistico italiano si viva una specie di competizione a chi è più "alternativamente conforme". Lascio al lettore l'arguzia per comprendere l'ossimoro e, tornando all'argomento "culo sulla sella", posso dire che dopo un anno su una Kawasaki ER 5 (e 28.000km, compreso un viaggio in Provenza) ho iniziato a sentirmi frustrato. Non era una stupida questione di velocità, piuttosto una forte sensazione di instabilità e goffaggine nelle maneggevolezza che, dopo due corsi di guida in pista, avevo finito per imputare alla mia poca esperienza, convinto del fatto che non avrei mai potuto recuperare la sensibilità ed il tempo perduto. Proprio come un uomo che finisce per credersi impotente per i motivi di cui sopra. In realtà spesso basta la situazione giusta per farlo tornare duro (o bagnarsi nel caso del gentil sesso).

Dunque ho passato un buon mese, al ritorno dal mio viaggio, cercando di capire quale moto acquistare vista la mia frustrazione ma nondimeno continuando a pensare che il problema fosse mio. La Kawasaki è una bella moto ma con essa non riuscivo a godermi la guida. All'inizio della mia ricerca ero intenzionato a scegliere una delle moto "alternativamente conformi" tipo BMW GS, Kawasaki Versys o Suzuki V Strom. Poi il mio carissimo amico fraterno Mauro un giorno mi ha mandato un messaggio con su scritto "Io ti ci vedo su questa". La "questa" era una Harley Davidson 750 Street.

Confesso che non mi era assolutamente passato per la testa di comprare una Harley perché la associavo ad una sensazione di pesantezza, grandezza e caro prezzo che mi intimoriva non poco. È vero che noi europei siamo legati alle nostre piccole utilitarie e non ci viene mai in mente di comprarci una Buik o una Lexus (e a dire il vero la maggioranza non sa nemmeno cosa siano) ed anche io ero cascato nel cliché dell'optare per una delle suddette. Poi ho visto la 750 Street ed ho deciso di andarla a vedere dal vivo in un concessionario. Quando mi ci sono seduto sopra ho davvero pensato che la moto può essere una cosa non frustrante. Di lì a poco l'ho acquistata ed ora ci viaggio da meno di un mese in cui ho già fatto 2000Km.

Il mio pensiero dopo aver messo il culo sulla sua sella e, finito il rodaggio, averla portata come a me piace è che da una moto del genere non si torna più indietro. Tutti i miei timori (e sottolineo tutti) su questo pezzo di ferro sono stati spazzati via completamente. Nonostante il suo peso di 50Kg maggiore della Kawasaki, la 750 Street sembra essere di gran lunga più leggera di quest'ultima. Il baricentro bassissimo mi permette di portarla in modi estremi e con una facilità disarmante: mentre la Kawasaki nelle curve mi dava sempre una sensazione di forte forza centrifuga, la Harley si piega dolcemente e senza alcuna fatica rimanendo piantata sull'asfalto in un modo impressionante permettendomi di evitare frenate brusche e rallentamenti di sicurezza. Anche quando capita di frenare col freno anteriore non ho mai la sensazione che l'avantreno rimanga piantato portandomi fuori traiettoria. Per quanto mi riguarda la maneggevolezza era il mio maggiore cruccio e la Harley si è dimostrata leggera come una bicicletta in carbonio. Un piacere a guidarla che non avevo con la ER 5 ed allo stesso tempo una forte sensazione di sicurezza.

Non ero particolarmente interessato alla potenza del motore ed alla velocità, ma anche da questo punto di vista la 750 è un vero piccolo mostro. Non conosco l'adrenalina di una Ducati Panigale o di una MV Agusta Brutale ma per i miei gusti l'accelerazione e velocità della 750 sono per me molto più che soddisfacenti. Avete presente una scopata con chi vi fa sesso da morire? Stessa storia. E poi le "good vibrations" che si sentono sono piacevolissime e al sottoscritto provocano una sensazione di gran relax. Del resto quando ho voglia di schiacciare un pisolino con musica negli orecchi opto per l'ascolto dei Meshuggah.

Per finire, molti diranno che le sensazioni che provo sulla Harley non sono dissimili da quelle provate su una BMW o simili. Forse, certo. Ma la mia risposta è: la Harley ha un "carattere" estetico che è su un altro pianeta rispetto alle altre, paragonabile solo ad una Triumph o a una Guzzi.

Dunque, lettore, perché continuare a scopare con la solita persona quando il mondo è pieno di infinite fonti di godimento? Certo, si può scegliere una vita "conveniente". Ma si può anche scegliere una vita figa.



English Translation


Riding a bike is extremely satisfying. Riding it being frustrated is a little less as good. A bit like shagging the same wife (or husband) knowing full well that sex is a whole different experience. And yet this beautiful Italian-Catholic society is so addicted to frustration that it's almost become an added value, a sort of pride in the traditional common aspiration to the figure of Jesus Christ, but not that of the revolutionary who rails against the merchants in the temple but that of the beaten man bleeding on the cross. A beautiful premise for a happy society.

It happens, sometimes, that after a life of frustrating "compression", instead of imploding into dead men walking (who can actually walk more or less well), one ends up exploding bringing out the true personality, sometimes even a monstrous one (from the Italian verb "mostrare", "to show", precisely ) and you begin to do what you like best, starting with having sex with renewed pleasure with other partners and, in the really healthy cases, above board and without shame or fear of being judged by whatever god in charge.

Frequenting a motorcycle follows more or less the above mentioned dynamic. Having been a motorcyclist for over a year (what have I missed, and not for my exclusive responsibility) I could see that in the Italian motorcycle world there is a kind of competition for those who are more "alternatively compliant". I leave to the reader the with to understand the oxymoron and, going back to the "bum on the saddle" topic, I can say that after a year on a Kawasaki ER 5 (and 28,000km, including a trip to Provence) I started feeling frustrated . It was not a trivial matter of speed, rather a strong feeling of instability and awkwardness in the handling that, after two driving courses on track, I ended up blaming on my little experience, convinced of the fact that I could never recover the sensitivity and the lost time. Just like a man who ends up believing himself impotent for the reasons mentioned above. In reality, often the right situation is enough for a hard on (or to get wet in the case of the fair sex).

So I spent a good month, returning from my trip, trying to figure out which bike to buy, given my frustration, but nevertheless still believing that the problem was mine. The Kawasaki is a nice bike but I could not enjoy driving with it. At the beginning of my research I was determined to choose one of the "alternatively compliant" bikes like BMW GS, Kawasaki Versys or Suzuki V Strom. Then my dear brotherly friend Mauro sent me a message one day saying "I can see you on this one". The "this one" was a Harley Davidson 750 Street.


I must confess that It absolutely never crossed my mind to buy a Harley because I associated it with a feeling of heaviness, massive size and expensiveness that scared me a lot. It is true that we Europeans are tied to our small cars and we never think of buying a Buik or a Lexus (and to tell the truth the majority does not even know what they are) and even I had fallen for the cliché of opting for one of the aforementioned bikes. Then I saw the 750 Street and decided to go and see it in the flesh at a dealership. When I sat on it I really thought that the bike can be a non-frustrating thing. A little later I bought it and now I have been traveling for less than a month in which I have already done 2000km.

My thought after putting my ass on its saddle and, after the break-in, having carried it as I like is that you never go back from such a bike. All my fears (and I underline all of them) about this piece of iron have been completely wiped out. Despite being 50Kg heavier than the Kawasaki, the 750 Street feels far lighter than it. The very low centre of gravity allows me to drive it in extreme ways and with a disarming ease: while the Kawasaki always gave me a feeling of strong centrifugal force in the curves, the Harley bends gently and without any effort remaining bolted to the tarmac in an impressive way allowing me to avoid sudden braking and safety delays. Even when sometimes braking with the front brake I'm never left with the feeling of a stuck front end taking me out of trajectory. For me the handling was my biggest concern and the Harley proved to be as light as a carbon bicycle. A pleasure to drive it that I did not have with the ER 5 and at the same time a strong sense of security.

I wasn't particularly interested in engine power and speed, but even from this point of view the 750 is a pretty little monster. I'm not accustomed to the adrenaline of a Ducati Panigale or a MV Agusta Brutale but to my taste the acceleration and speed of the 750 are more than satisfactory. Have you ever had sex with some very, very hot partner? Same story. And finally this bike's "good vibrations" are very pleasant and give me a feeling of great relaxation. After all, when I want to take a nap with music in my ears, I opt for listening to the Meshuggah.


Finally, many will say that the feelings of a Harley are not unlike those felt on a BMW or similar. Maybe, of course. But my answer is: the Harley has an aesthetic "character" that is on a planet very far from the others, comparable only to a Triumph or a Guzzi.

So, reader, why continue to shag the usual person when the world is full of endless sources of enjoyment? Of course, one can choose a "convenient" life. But you can also choose a cool one.


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