RITORNO A CASA (BACK HOME)

Aggiornato il: 26 nov 2019


"I'm stuck in here, time to go home..."

Marco Schnabl


C'è da ridersela al considerare il fatto che davvero l'essere umano occidentale creda nell'esistenza di un qualcosa che si possa definire "casa" e che quel qualcosa sia necessariamente identificato con la solidità rigida di un cumulo di mattoni organizzati in forme geometriche più o meno esteticamente sopportabili. C'è da ridersela davvero. Il restringere il concetto di "casa" ad una categoria così infima è tanto scellerato quanto stupido. Del resto non ho la presunzione di essere compreso, ma penso all'infinita schiera di artisti itineranti che per scelta vivono in costante movimento: forse per loro il concetto di "casa" è un pò meno scontato di quello della accezione comune. Eppure anche noi siamo soliti dire "mi sento a casa mia" in tante occasioni.

Dopo aver trascorso un paio di giorni a Bologna sono di nuovo partito alla volta della mia casa convenzionale che in questo preciso momento della mia vita è nel cuore del derelitto centro storico di Taranto. Ne parlerò in qualche altro blog.

Ogni volta che torno a "casa" faccio sempre tappa in un posto magico nelle campagne di Martina Franca, a ridosso della splendida Valle d'Itria.


Una volta all'anno io e pochissimi intimi amici andiamo al "Trullino" di Daniele Fusco a raccogliere le olive: l'aria di campagna purtroppo mi accompagna sempre dolcemente verso stati altamente meditativi e dunque sono sempre quello che fatica di meno, pensa di più e puntualmente porta a casa meno olio. Ma a proposito di "casa", là mi sento a casa così come tutte le volte che sono in compagnia della natura o delle persone a me care, sparse per il mondo. Oltre che essere un amico fraterno, Daniele è un amante della natura: coltiva il suo orto producendo di tutto ed in modo strettamente biologico, accudisce le sue api e si occupa della parte abitativa in cui da poco tempo ospita turisti intelligenti.



Di estate non manca mai il bagno in piscina, ma al mio ritorno dal viaggio in moto faceva fresco, per cui il tuffo è mancato all'appello. In compenso non è mancato il pranzo a base di ciò che la terra ci aveva messo a disposizione.



Sicuramente il "Trullino" è un posto magico, ma mi chiedo se lo sarebbe ugualmente se non ci fosse Daniele a prendersene cura: in quel caso non mi sentirei..."a casa".

Ci torno spessissimo al "Trullino", ovviamente sempre in moto, per passare belle serate con pochi amici davanti al camino.


English Translation


It makes me smile when I think that westerners believe in the existence of something that can be defined "home", which is necessarily identified with the rigid solidity of a heap of bricks organized in more or less aesthetically acceptable geometric shapes. It really makes me laugh. Restricting the concept of "home" to such a small category is as ludicrous as it is stupid. Besides, I do not hope to be understood, but I think of the infinite number of roaming artists who chose to live in constant movement: perhaps for them the concept of "home" is a little less obvious than its common meaning. Yet even we do usually say "I feel at home" on many occasions.

Having spent a couple of days in Bologna, I left for my conventional home, which in this precise moment of my life is in the heart of the derelict old center of Taranto. I'll talk about it in some other blogs. Every time I come back "home" I always stop in a magical place in the Martina Franca countryside, close to the splendid Valle d'Itria.

Once a year I and very few close friends go to Daniele Fusco's "Trullino" to pick olives: the country air unfortunately always lulls me gently towards highly meditative states and therefore I am always the one who works the least, thinks the most and punctually brings less oil home. But speaking of "home", I feel at home there as well as every time I am in the company of nature or of my dearest friends, scattered around the world. In addition to being one of us lads, Daniele is a nature lover: he grows his vegetable garden producing everything and in a strictly organic way, takes care of his bees and runs the household and accommodation where he hosts intelligent tourists.

The pool is always open for a swim in the summer, but when I got there from my trip the weather wasn't quite inviting, hence I missed the usual dive. On the other hand, a scrumptious lunch made with earth's available goods wasn't missing at all.

Surely the "Trullino" is a magical place, but I wonder if it would be equally so if there were no Daniele to take care of it: in that case I wouldn't feel ... "at home". I go back there very often, obviously always on a motorbike, to spend nice evenings with a few good friends in front of the fireplace.


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