MARCO SCHNABL


Singer/songwriter, guitar player

°When I played New York's CBGB for the first time, it was in August 2002 . Back then I was the guitar player in a rock band coming from literally nowhere. A small depressed industrial town in the deep South of Italy, Taranto, where not even a "proper" music venue still exists. A working class sleeping ghetto where survival depends on the fortunes of the biggest European steel factory and the air smells of methane. A place with no future. I was born there, but I wanted to play and write my music, I didn't want to end up being a workman or God knows what else. Yet it wasn't possible to play music in that place and so I moved to London. After years of heavy gigging in Europe with my rock band, America was a dream come true. But things aren't always shiny though. The band split up in early 2004 after ten years on the road. So then I went roaming as a guitar player and studio rat around town for the following six years. But the aftermath of the band had left a scar on me and my creativity buried under the rubble. When you cannot be in touch with your inner creative self, then something bad may creep in. That's what happened in 2010 when depression hit me like a punch to the teeth forcing me to stop playing as well as living as a normal human being. A stray man, filled up with medicines and no enthusiasm, I let myself down and kept wandering around London town. Yet I managed to save myself, finding the strength to go back to Italy and leaving the mess behind. I made silence and my heart started to beat again. And if a heart starts to pump, then blood can flow as words and music...°

Marco Schnabl, 2017

 

The elegant rock, soul and blues mix takes shape in his first solo album, with its cover art that says it all.
And when you lay the needle down on that black vinyl, what you will hear is that fast moving blood.

 

°Quando ho suonato al CBGB di New York per la prima volta era l'agosto del 2002. All'epoca ero il chitarrista di una rock band che veniva letteralmente dal nulla. Una piccola città industriale depressa nel profondo sud dell'Italia, Taranto, dove non esiste neanche una sala concerti degna di tale definizione. Un ghetto-dormitorio per la classe operaia dove la sopravvivenza dipende dalle fortune della più grande acciaieria europea e l'aria sa di gas. Un posto senza futuro. Ci sono nato, ma volevo suonare e scrivere la mia musica, non semplicemente finire a fare l'operaio o chissà cosa. Ma suonare era possibile solo lontano da quel posto, e per questo motivo me ne sono andato a Londra. Dopo anni di concerti in Europa, l'America era il sogno diventato realtà, ma le cose non vanno sempre per il meglio. La band si scioglie all'inizio del 2004 dopo dieci anni on the road. E così ho vagato come chitarrista e topo da studio a Londra per i altri sei anni. Purtroppo però il dopo band mi aveva lasciato una ferita aperta e la mia creatività era rimasta sepolta sotto le macerie. Quando non puoi entrare in contatto con il tuo io creativo interiore, qualcosa di brutto può iniziare a strisciarti dentro. Ecco cosa mi è successo nel 2010 quando la depressione mi ha colpito come un pugno ai denti fino a portarmi a smettere di suonare e di vivere normalmente. Randagio, pieno di medicine e senza più entusiasmo mi sono lasciato andare continuando a vagare a Londra. Eppure mi sono salvato, trovando la forza di tornare in Italia e lasciando il casino alle spalle. Così ho fatto silenzio e il cuore ha iniziato a battere di nuovo. E quando il cuore comincia a pompare, il sangue può fluire come parole e musica...°

Marco Schnabl, 2017

 

L'elegante e sanguigno mix di rock, soul e blues prende forma nel suo primo album solista, con la sua copertina che dice tutto. E quando poserai la puntina su quel vinile nero, quello che sentirai è il suo sangue che scorre di nuovo veloce.